C’è un momento, in ogni percorso, in cui fermarsi non significa finire. Significa guardarsi indietro, riconoscere ciò che è stato, e poi fare spazio a quello che verrà.
Oggi “puliamo la lavagna” di Infermieri Meritevoli (ex Infermiere del mese).
Lo facciamo con gratitudine. E con un’idea semplice, ma potente:
Se nessuno ci restituisce riconoscimento, creiamo il presente che meritiamo.
Questa iniziativa è nata così: dare voce a chi, ogni giorno, fa bene il proprio lavoro anche quando nessuno lo nota. Permette di votare e scrivere una dedica a quel collega, tutor o professionista che mette sempre “quel qualcosa in più”.
Un passo piccolo? Forse.
Ma lo sappiamo: i piccoli passi, a lungo andare, portano lontano.
Il podio di questa edizione
Prima di ricominciare, celebriamo chi ha lasciato un segno. Non per “vincere”, ma per tutto ciò che ha generato negli altri.
🥉 Terzo posto – Francesca Rapone (63 dediche)
Francesca è stata raccontata così:
“Capacità rara di stare nel ruolo con naturalezza”
“La tua presenza è come una finestra aperta in corsia”
“Insegna attraverso l’esempio”
“Porti luce senza bisogno di fare rumore”
“Una guida che non pesa mai”
“Ha quella calma che serve quando il reparto è in fiamme”
“Sai unire testa e cuore”
Tra le tante dediche, emerge un filo chiaro:
presenza, sostanza, equilibrio.
Una professionalità che non ha bisogno di alzare la voce per farsi riconoscere.
🥈 Secondo posto – Laura Simonetto (63 dediche)
Laura, a pari numero di dediche, si distingue per un’altra qualità rara:
“È la dimostrazione che si può essere professionali e umani”
“Hai quella forza tranquilla che rassicura”
“Fa sentire le persone ascoltate”
“Fa crescere chi ha intorno”
“Qui si lavora meglio, punto”
Il messaggio è chiaro:
competenza e leggerezza possono convivere.
E quando succede, cambiano davvero il clima di lavoro.
🥇 Primo posto – Catena Spadaro (83 dediche)
E poi c’è Catena.
83 dediche. Ma soprattutto, 83 “tracce “grazie” lasciati da persone.
“Un equilibrio raro tra rigore e umanità”
“Fa la differenza senza clamore”
“Sa unire tecnica e relazione”
“Ti fa amare di nuovo il tuo lavoro”
“È un riferimento per studenti e colleghi”
“Quando lei è in turno, si tira un sospiro di sollievo”
“Un concentrato di cervello e cuore”
“Catena è l’infermiera modello”
Tra le tante parole, una su tutte: fiducia.
Quella che si costruisce nel tempo, turno dopo turno, gesto dopo gesto.
Il senso, oltre i numeri
È giusto dirlo chiaramente:
non è una gara.
Non conta quanti ringraziamenti riceviamo.
Perché anche uno solo… basta.
Un solo riconoscimento significa che:
- abbiamo fatto bene il nostro lavoro
- qualcuno se n’è accorto
- abbiamo lasciato qualcosa
E questo, nella nostra professione, è già tantissimo.
E adesso?
Adesso si ricomincia.
Puliamo la lavagna.
Azzeriamo il feed.
E riapriamo le candidature.
👉 Candida il collega esperto
👉 Il tutor che c’è sempre
👉 Il professionista gentile
👉 Chi mette “quel qualcosa in più” anche quando nessuno guarda
Perché il cambiamento culturale non arriva tutto insieme.
Ma nasce così: riconoscendo valore, ogni giorno.
Un ultimo dettaglio (che conta)
Tutti i partecipanti possono scaricare l’attestato di merito dell’iniziativa Infermieri Meritevoli – BE Nurse.
E da questa edizione, per chi si è classificato al primo posto, è disponibile anche — su richiesta — una targhetta commemorativa in metallo, personalizzata.

Un simbolo.
Non per “apparire”, ma per ricordare.
In fondo, è questo il punto
Non possiamo aspettare che qualcuno, dall’esterno, ci riconosca.
Possiamo però iniziare a farlo tra di noi.
E forse è proprio da qui che si costruisce una professione più forte, più consapevole, più giusta.
Ripartiamo.

