Esito Questionario sul Fabbisogno Formativo degli Associati.
Il questionario ha coinvolto 37 persone con percorsi professionali molto diversi: dagli studenti di Infermieristica ai professionisti con oltre dieci anni di esperienza, passando per neolaureati, infermieri con esperienza, coordinatori e professionisti in formazione specialistica.
Questa varietà è un elemento prezioso: Be Nurse non si rivolge a un unico momento della carriera, ma a una comunità composta da persone con bisogni, esperienze e obiettivi differenti.

La formazione cambia quando cambia il momento della nostra carriera.
Le risposte mostrano una comunità in movimento. C’è chi sta ancora studiando, chi si prepara al tirocinio o all’ingresso nel mondo del lavoro, ma anche chi vuole consolidare competenze già acquisite, specializzarsi, cambiare ambito o sviluppare nuove competenze professionali.
Il dato più forte è proprio quest’ultimo: la formazione viene percepita non solo come aggiornamento, ma come strumento per costruire il proprio futuro professionale.
rnamento, ma come strumento per costruire il proprio futuro professionale.

Esperienze diverse, bisogni formativi che possono incontrarsi.
La maggior parte dei partecipanti proviene dall’ospedale e dall’università, ma sono rappresentati anche il territorio, l’emergenza-urgenza e altri contesti assistenziali.
Questo ci ricorda che una proposta formativa efficace non può essere pensata per un solo luogo di lavoro: deve creare competenze trasferibili e, allo stesso tempo, lasciare spazio alle specificità dei diversi contesti professionali.

Non basta sapere: vogliamo saper fare.
Gli associati chiedono soprattutto nuove procedure, approfondimento delle conoscenze teoriche e crescita professionale. Ma emerge con forza anche il bisogno di sentirsi più sicuri nella pratica clinica e di acquisire competenze specialistiche.
La formazione richiesta, quindi, non è soltanto un modo per accumulare conoscenze: è uno strumento per trasformare ciò che impariamo in maggiore sicurezza, autonomia e capacità professionale.

La formazione che funziona è quella che riesce ad adattarsi alle persone.
Webinar in diretta e laboratori pratici in presenza risultano le modalità più apprezzate, entrambe indicate da 25 partecipanti. Seguono podcast e contenuti brevi, scelti da 21 persone.
Non emerge quindi una contrapposizione tra online e presenza. Al contrario, i risultati suggeriscono una formazione ibrida e multiformato, capace di alternare approfondimento, confronto, pratica e contenuti facilmente fruibili.

Su una cosa il messaggio è chiarissimo: la pratica conta.
32 partecipanti su 37 hanno attribuito il punteggio massimo all’importanza della formazione pratica e nessuno ha espresso un livello di importanza inferiore a 4 su 5.
È probabilmente uno dei segnali più netti dell’intero questionario: gli associati non chiedono soltanto di parlare di pratica clinica. Chiedono occasioni concrete per esercitarsi, sperimentare, ragionare e sviluppare competenze.

Dove vogliamo diventare più competenti?
Emergenza-urgenza e area critica/terapia intensiva occupano i primi posti tra gli ambiti di interesse, seguite dal territorio e dall’assistenza domiciliare, dalla libera professione e dall’infermieristica di famiglia e comunità.
Accanto alle aree più rappresentate compaiono numerosi altri interessi: cardiologia, medicina interna, chirurgia, neurologia, pediatria, cure palliative, salute mentale, blocco operatorio e aree specialistiche.
Il risultato suggerisce una forte domanda di formazione clinica, ma anche una comunità con interessi estremamente diversificati.

La competenza tecnica da sola non basta. Ma senza competenza tecnica non si va lontano.
Le competenze tecniche rappresentano l’area più indicata, seguite dall’autonomia decisionale e dal ragionamento clinico. Emergono inoltre educazione sanitaria, ricerca scientifica, organizzazione e comunicazione.
È interessante osservare come le risposte mettano insieme due dimensioni: saper fare e saper decidere. La formazione richiesta sembra quindi orientata non soltanto alla corretta esecuzione delle procedure, ma alla costruzione di professionisti capaci di leggere le situazioni e agire con maggiore autonomia.

E se potessimo organizzare un corso già domani?
Le risposte aperte rendono ancora più evidente ciò che i dati quantitativi avevano già suggerito. Tornano più volte accessi vascolari ed ecoguidati, emergenza-urgenza, gestione del paziente critico, ECG, wound care, ecografia infermieristica, farmacologia e preparazione all’ingresso nel mondo del lavoro.
Ma soprattutto emerge una richiesta precisa: formazione concreta, progressiva e applicabile alla pratica, capace di partire dalle basi e arrivare alle competenze più avanzate.
Quali corsi ti piacerebbe trovare nei prossimi mesi?
Accessi vascolari
Venipuntura valutazione ecografia patrimonio venoso
Gestione del pz critico, emergenza ed urgenza ospedaliera ed extraospedaliera
emergenza-urgenza
Corsi per chi post laurea, vuole entrare nel mondo dell’emergenza urgenza, magari partendo dalle basi, perché gli edifici si costruiscono sempre dalle fondamenta, e poi passare a cose sempre più avanzate
Wound care
PRATICA CLINICA DI WOUND CARE
La formazione non finisce con la laurea.
Il percorso che gli associati immaginano per sé va ben oltre il semplice aggiornamento. Master universitari e specializzazione clinica sono le opzioni più richieste, ma trovano spazio anche ricerca, libera professione, docenza, coordinamento e management.
Be Nurse può quindi diventare non soltanto un luogo dove trovare corsi, ma uno spazio nel quale orientarsi tra le possibilità di crescita e costruire consapevolmente il proprio percorso professionale.

Dietro un bisogno formativo spesso c’è una difficoltà professionale.
Le risposte aperte raccontano bisogni molto concreti: sentirsi più sicuri nella pratica, migliorare le competenze cliniche e farmacologiche, sviluppare manualità e rapidità d’intervento, affrontare meglio la relazione con i colleghi e comprendere maggiormente il proprio ruolo e la propria autonomia professionale.
Emergono anche difficoltà legate all’ingresso nel mondo del lavoro, alla formazione universitaria, al rapporto con tutor e colleghi e alla gestione degli ECM nella libera professione.
Sono temi diversi, ma accomunati da una stessa esigenza: sentirsi più preparati e più consapevoli del proprio ruolo.
Se potessi chiedere un corso a Be Nurse e averlo domani, quale sarebbe?
Impiantatore accessi centrali
Lettura avanzata di ECG, EGA ed esami di laboratorio principali; valutazione e medicazioni semplici/avanzate di lesioni, clinica medica con pratica su casi clinici reali
Inerente il territorio e gestione del paziente
Intra ossea e eco
Soccorso Alpino
cardiologia, oculistica
Accessi vascolari
Corso wound care
Valutazione albero venoso
Gestione del pz critico
Corso sulle emergenze/ urgenze
corsi per il dopo laurea, ovvero una formazione per poter entrare nel mondo del lavoro
ECG in emergenza urgenza, dalle basi alle skills più avanzate
Gestione delle lesioni da pressione
Ecografia infermieristica
Gestione della terapia in pediatria
esame obbiettivo infermieristic
Prelievo ecoguidato
Preparazione al tirocinio in terapia sub-intensiva e intensiva
APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE NELLA CURA DELLE LESIONI
Preparazione sulla farmacologia
seminari di approfondimento su varie tematiche chirurgiche
un corso sull’emergenza-urgenza e sulla libera professione
La formazione non deve essere qualcosa che subiamo. Possiamo costruirla insieme.
Alla domanda sulla possibilità di essere coinvolti nella costruzione dei prossimi percorsi formativi, 16 partecipanti hanno dichiarato di voler partecipare attivamente, mentre altri 8 desiderano almeno ricevere aggiornamenti.
È un segnale importante: una parte significativa della comunità non vuole soltanto usufruire della formazione, ma contribuire a immaginarla, proporla e realizzarla.
Le idee non mancano: adesso possiamo trasformarle in progetti.
Le proposte raccolte spaziano dai corsi clinico-pratici agli eventi dedicati all’infermieristica, passando per emergenza-urgenza, accessi vascolari, wound care, ecografia, pediatria e neonatologia, cure palliative, territorio e libera professione.
Accanto alla formazione strettamente clinica compaiono anche idee più ampie: eventi fieristici dedicati all’infermieristica, formazione sul campo, iniziative rivolte agli studenti e alla popolazione e percorsi dedicati all’organizzazione delle strutture sanitarie.
Questo è forse il risultato più interessante del questionario: non ci hanno semplicemente detto quali corsi vogliono. Ci hanno dato delle idee su cosa potrebbe diventare Be Nurse.
E adesso? Rimbocchiamoci le maniche.
Questo questionario non vuole essere una fotografia statica dei bisogni formativi degli associati. Vuole essere il punto di partenza per progettare ciò che verrà.
Le risposte ci dicono che vogliamo più competenze pratiche, maggiore sicurezza clinica, più autonomia e nuove opportunità di crescita. Ci dicono che vogliamo parlare di emergenza, area critica, accessi vascolari, wound care, territorio, libera professione e molto altro.
Ma soprattutto ci dicono che esiste una comunità disposta a partecipare.
Adesso tocca a noi trasformare queste richieste in formazione.
Scritto da: Enrico Toffoletti
