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Quanto dovremmo prendere di stipendio?

Quanto dovrebbe guadagnare un infermiere?

Prima di rispondere d’istinto, facciamo un piccolo esperimento. Qui sotto c’è una casella di testo, dove puoi scrivere una cifra: quanto dovrebbe guadagnare, al mese, una persona per vivere dignitosamente oggi? Una cifra che permetta di pagare affitto o mutuo, bollette, spesa, carburante e tutte le normali necessità della vita.

Hai scritto il numero?

Perfetto. Adesso aggiungiamo alcuni elementi che caratterizzano la professione infermieristica e chiediamoci: quanto vale tutto questo?

La responsabilità di avere una vita tra le mani

L’infermiere somministra farmaci, prende decisioni autonome, riconosce le emergenze e agisce spesso in pochi secondi. Un errore può avere conseguenze gravissime per il paziente e può tradursi in denunce, procedimenti legali e un enorme peso psicologico.

Quanto vale, economicamente, assumersi una responsabilità di questo livello?

Le competenze di un professionista laureato

Per diventare infermiere servono almeno tre anni di università, un esame di Stato e un continuo aggiornamento professionale. Anatomia, farmacologia, fisiologia, diritto, statistica, procedure cliniche: il bagaglio di conoscenze richiesto è enorme e deve essere mantenuto costantemente aggiornato. Eppure, nella maggior parte dei casi, conseguire un master o una laurea magistrale non comporta alcun aumento di stipendio.

Quanto dovrebbe essere retribuito un professionista altamente qualificato?

I turni di notte

Lavorare di notte significa alterare il proprio ritmo biologico. La letteratura scientifica mostra un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, disturbi metabolici e incidenti stradali dopo i turni notturni.

Quanto vale mettere a rischio la propria salute per garantire l’assistenza agli altri?

I festivi passati in ospedale

Natale, Capodanno, Pasqua, compleanni. Mentre la maggior parte delle persone è con la propria famiglia, migliaia di infermieri sono in reparto. Il tempo perso con le persone che amiamo non torna più indietro.

Quanto vale rinunciare a quei momenti?

Il rischio biologico

Sangue, secrezioni, liquidi biologici, malattie infettive. Gli infermieri sono tra le categorie professionali più esposte agli infortuni sul lavoro e al rischio di contagio.

Quanto dovrebbe essere pagata questa esposizione quotidiana?

Il rischio radiologico

Molti infermieri lavorano in ambienti esposti alle radiazioni ionizzanti, come radiologia e cardiologia interventistica. Anche in presenza di adeguate protezioni, il rischio non è pari a zero.

Quanto vale questo rischio aggiuntivo?

Le aggressioni

Insulti, minacce, schiaffi, pugni. Sembra assurdo, ma le aggressioni contro gli operatori sanitari sono una realtà sempre più frequente. Molti infermieri hanno subito almeno un episodio di violenza nel corso della carriera.

Quanto dovrebbe essere riconosciuto economicamente un lavoro che può mettere a rischio anche la propria incolumità?

La carenza di personale

In Italia mancano decine di migliaia di infermieri. Questo significa turni più pesanti, riposi saltati, reparti sovraffollati e un enorme carico di stress. Il burnout è diventato una delle principali minacce per la salute mentale degli infermieri.

Quanto vale lavorare costantemente sotto pressione?

Il peso emotivo

L’infermiere vive ogni giorno accanto alla malattia, alla sofferenza e alla morte. Accompagna pazienti e famiglie nei momenti più difficili della loro vita e spesso porta con sé, anche a casa, il peso emotivo di ciò che ha vissuto durante il turno.

Quanto vale tutto questo?

Formazione continua obbligatoria

Gli infermieri sono obbligati per legge ad aggiornarsi costantemente attraverso i crediti ECM. Molto spesso lo fanno fuori dall’orario di lavoro e sostenendo personalmente i costi della formazione.

Quanto vale un obbligo professionale che richiede tempo, energie e denaro?

Iscrizione all’Ordine professionale

Per poter lavorare, ogni infermiere deve essere iscritto all’Ordine professionale e pagare una quota annuale. È una spesa necessaria, ma che grava direttamente sul professionista.

Assicurazione per colpa grave

Anche la polizza assicurativa è, di fatto, una spesa a carico dell’infermiere. Un altro costo che si aggiunge a tutti gli altri.

Tiriamo le somme

Adesso sommiamo il valore che hai attribuito a tutte queste responsabilità, competenze, rischi e sacrifici e otteniamo lo stipendio minimo che ogni infermiere dovrebbe ricevere.

Stipendio risultante: 0

Con ogni probabilità, il numero che hai ottenuto è molto distante dallo stipendio reale di molti infermieri italiani. Ed è proprio qui il punto.

Quando si parla di retribuzione infermieristica, non si parla soltanto di soldi. Si parla di responsabilità, di competenze, di salute, di sacrifici personali e di un lavoro che sostiene ogni giorno il funzionamento del sistema sanitario.

Un infermiere non è un volontario. Non è un eroe. Non vive di vocazione.

È un professionista altamente qualificato e dovrebbe essere retribuito in modo coerente con il valore e la complessità del lavoro che svolge.

Finché questo non cambierà, continueremo a vedere infermieri esausti, demotivati e sempre più spesso costretti a lasciare la professione o a cercare opportunità migliori all’estero.

Questo post è tratto da un capitolo del libro:

SCEGLI INFERMIERISTICA: Tutto quello che devi sapere prima di diventare nostro collega

Se ti ha incuriosito e vuoi saperne di più, dagli un’occhiata. Non mancare di farci sapere cosa ne pensi!

Scritto da: Simon di Dio, Enrico Toffoletti

2 risposte

  1. Daniela rossi ha detto:

    NON FARE L’INFERMIERE: SEI SOTTOPAGATO
    SOTTOSTIMATO
    NON HAI UNA VITA
    TI RIEMPI DI CICATRICI
    SCEGLI QUALCOS’ALTRO!!
    BUONA FORTUNA!!

    • Enrico Toffoletti ha detto:

      Temo di capire da dove nasce quello che scrivi. Fare l’infermiere può essere davvero pesante e ci sono problemi reali che non vanno minimizzati.

      Proprio per questo, però, credo che il messaggio non debba essere “non fare l’infermiere”, ma “lottiamo perché fare l’infermiere sia una scelta sostenibile e dignitosa”. Abbiamo bisogno di professionisti preparati e motivati, non di scoraggiare chi sogna questa professione.

      Le cicatrici ci sono, è vero… ma ci sono anche competenze, relazioni, vite che cambiano grazie al nostro lavoro e una comunità di colleghi che prova a migliorare le cose. Io continuo a credere che valga la pena costruire un futuro migliore, insieme.

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